DELL’AQUILA ANTONIO

Bari, 06.06.1942dell'Aquila Antonio
Piazza Garibaldi, 58– 70122 Bari
tel. 080.5214560 – cel. 333 4046972
andeal42@gmail.com

Incisore, pittore e fotografo. Pratica l’attività calcografica dal 1972, prediligendo la tecnica del bulino. Ha realizzato 4 matrici. Stampa in proprio. Ha partecipato a 2 collettive.

“L’artista ha coltivato, da puro autodidatta attraverso varie fasi, il disegno, la miniatura araldica e l’incisione a bulino su argento e rame. Le motivazioni dell’ispirazione di Antonio dell’Aquila incisore, traggono origine dallo studio sistematico dei maestri del Rinascimento, cultori e protagonisti di antichi saperi che elaborati nel crogiolo culturale del tempo davano vita a idee innovative e inedite immagini oniriche che l’abilità di artisti poliedrici, riuscivano a trasfondere in opere di stile nuovo pervase di classico equilibrio. L’approfondimento delle opere del Mantegna, Robetta, Pollaiolo, Raimondi e del Ghisi, e dei nordici Cranak, Schongauer, Durer e Luca di Leyda, coinvolgendo l’artista nell’analisi e nella ricerca del dettaglio minuto e tormentato della natura, lo hanno affascinato, inducendolo a ricrearla preservando elementi formali legati ai canoni classici. La rara tecnica del bulino, che esige tempi lunghi, costanza e concentrazione massima, controllo e ferma decisione della mano, è stata volutamente preferita quale sfida al tempo nel tempo. Il bulino, col tratto preciso e acutamente minuzioso per rendere i particolari più minuti e più nascosti, appare congeniale alle sue abilità e alla sua innata ossessiva ricerca del dettaglio. Gli “omaggi” al Durer, quale pregnante ispiratore, mostrano padronanza del mezzo tecnico abilmente condotto nell’esecuzione dei tratteggi, articolati in fitte curve parallele, a rendere i dettagli naturali del vello di animali, della corteccia degli alberi, delle sinuosità del fogliame e i minuti particolari del suolo erboso. Gli alberi, d’aspetto surreale e vagamente sensuale quali esseri d’altre ere geologiche proiettati nella natura, sospesa in un attimo di sbigottimento, esplicitano, oltre la raggiunta autonoma sensibilità creativa dell’artista, interagente tra figura umana e natura metafisica, anche il superamento da parte della rigidità del dutto del bulino qui adattato alle esigenze di una espressività nuova.”

Antonio dell’Aquila

 

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